
Dopo i diciott’anni al conseguimento della patente B le moto non mi interessavano più, mi hanno sempre attirato le auto.
Quella primavera del 2016 avevo del tempo da perdere e decisi assieme ad un collega di andare a fare un giro in una concessionaria di moto.
Mentre giravamo all’interno ne notai una modello Custom targata, di cui non sapevo neanche l’esistenza, mai vista.
Ma che bella mi uscì ad alta voce, il proprietario del Salone mi disse che era in prova e di provarla senza problemi.
Gli risposi guarda, saranno venticinque anni che non ne adopero una, lui di rimando che è come andare in bicicletta, non si scorda più.
Alche il mio collega avvallò subito la tesi del commerciante, mi feci dare un casco e titubante uscii dalla concessionaria per provarla: al mio ritorno fu letteralmente Amore a prima vista.
Rientrai dal giro con il sorriso stampato in faccia ma allontanai di forza il desiderio di prenderla!
I giorni passarono ma il mio pensiero era costantemente alle emozioni che avevo provato.
Un mese dopo sono tornato: vorrei fare un altro giretto se possibile, il titolare (che uomo di esperienza di una vita nel settore aveva già capito tutto meglio di me), certamente, prendila su.
Tornai e come la prima volta non riuscii a celare la mia contentezza ma no, non posso prenderla.
Passarono alcune settimane, il mio pensiero era sempre la, ero combattuto, non volevo prendere una cosa di cui non sono mai stato appassionato ed il pericolo da cui poteva derivarne.
Ne parlai più volte con mio Padre (perché certe decisioni importanti voglio che lui ne sia al corrente anche se poi faccio quello che voglio), non era del parere, primo per un fattore di sicurezze e secondo perché la mia preferenza per le auto derivava proprio da un fattore genetico.
Passò ancora qualche settimana di “pensieri” (io ho sempre bisogno di tempo e di riflessione per decisioni serie), mi presentai a casa di mio Padre dicendogli: ho deciso di prenderla, lui mi rispose: va bene.
Tornai in concessionaria portando con me l’assegno, trovai il titolare e senza chiedergli “per cortesia” gli dissi che volevo provarla di nuovo.
Lui aveva già capito perché ero li.
Al mio ritorno ci accordammo per il prezzo, gli diedi l’assegno, firmai, e il giorno dopo andai a ritirarla.
Da quel giorno mi si aperse un mondo tutto nuovo e a me sconosciuto.
Da quel 2016 iniziai a perlustrare il mio Paese, l’Italia, in solitaria.
Da quel 2016 ho fatto viaggi, visto Posti, conosciuto gente ovunque, non l’avessi presa mi sarei privato delle tante Meravigliose esperienze che porterò sempre dentro.
Viaggiando solo oltre a conoscere Persone Meravigliose e di culture diverse dalla mia, ho conosciuto veramente molto di me stesso, e credo che per conoscersi veramente a fondo lo si debba appunto fare nella solitudine, senza distrazioni, vedendo, ascoltando.
L’approccio che hai con il tuo prossimo in paesi e culture diverse dalla tua ti mettono proprio a confronto con te stesso, si trova la tua vera predisposizione agli altri, a te, ti conosci in modo diverso, profondo.
In compagnia è diverso.
Ovviamente in compagnia si può condividere, cosa che io non potevo fare.
Ma d’altra parte io ero solo, e partii per diverse mete.
E appunto perché non ho mai potuto condividere ciò che ho visto e provato, Ho deciso di postare qui qualche foto e qualche descrizione…


